MARZAMEMI 2018-06-25T18:54:58+00:00

La conformazione del Borgo Marinaro, per come oggi ci appare, risale al ‘700 quando la Famiglia Villadorata modificò la Tonnara ampliandone gli spazi, costruendo la chiesa di San Francesco di Paola (la cosiddetta Chiesa Vecchia, alla destra del palazzo del principe) e le case dei pescatori. Il Principe di Villadorata, infatti, iniziò una fase di ristrutturazione profonda, facendo trasferire i più abili carpentieri ed artigiani della zona del Siracusano.

Sessa E., La Tonnara di Marzamemi (conferenza del 28 marzo 1984), ed. Zangarastampa Siracusa, Siracusa 1984

Salvo Sorbello, La pesca del tonno nel capolinea del sud. Le tonnare di Vendicari, Marzamemi e Portopalo di Capo Passero, Romeo editore, 2011

Cartolina anni 60, proprietà del Comune di Pachino.

La balata vista dal mare

Una veduta  della Balata in una cartolina di inizi ‘900

Cartolina inizi ‘900, proprietà Comune di Pachino

Gli stabilimenti e la “Balata”.

Cartolina anni 30 (circa), proprietà Comune di Pachino

La storia di questo paese è sempre stata fortemente legata a quella della sua tonnara che, però, oramai da circa un trentennio è abbandonata a se stessa. L’ impianto originale,  di origine araba, fu profondamente rivisto alla fine del XVIII secolo

Iozzia, Samuel Marzamemi e la sua tonnara, un mondo antico e feroce. Da utilizzare per nuovi destini. Rel. Orlando, Giuseppe. Politecnico di Torino, 2. Facoltà di architettura , 2003

Il porto

Cartolina degli anni 30, proprietà del comune di Pachino

Fanno da cornice al borgo i due porti naturali: La Fossa e la Balata. Tra i due la Balata è sicuramente la più caratteristica. Ha la forma di una piazzetta ed è teatro di eventi che animano anche oggi l’estate di Marzamemi. I due porti naturali, la Fossa e la Balata favorirono fin dall’inizio la commercializzazione di prodotti ittici e non solo.

Da qui partivano le principali navi commerciali, come la navigazione fra Marzamemi e il porto di Genova , che è stata in passato molto attiva soprattutto per il commercio del vino. L’attività della pesca è stata quindi il filo conduttore di tutta la storia di Marzamemi: anche oggi, i pochi abitanti stabilmente residenti, vivono di questo.

Iozzia, Samuel Marzamemi e la sua tonnara, un mondo antico e feroce. Da utilizzare per nuovi destini. Rel. Orlando, Giuseppe. Politecnico di Torino, 2. Facoltà di architettura , 2003

Lentini R., Economia e storia delle tonnare di Sicilia, saggio in La pesca del tonno in Sicilia di Consolo V., ed. Sellerio, Palermo 1986.

Pescatori, sullo sfondo la Balata

Cartolina anni 60, proprietà Iano Capodicasa

La Balata vista dal mare. L’impianto della tonnara è perfettamente integro, eccezion fatta per uno dei due comignoli crollati dopo il 1933.

Cartolina fine anni 30, proprietà Fam. Consiglio

La Balata è simile ad una piccola piazza limitata da case e mare. All’interno di questo spazio si trovano la “Vecchia Fabbrica” e la “Casa Cappuccio”. La vecchia fabbrica è preceduta da una grande arcata e apparteneva anch’essa al Principe di Villadorata. All’interno di questa fabbrica si produceva ghiaccio. La Casa Cappuccio presentava una  singolarità:  il punto dove era costruita  permetteva che tre lati su quattro si affacciassero sul mare.

Una “gara marinara” negli anni 60.

Cartolina di proprietà della Fam. Consiglio

La fabbrica del ghiaccio in una foto degli anni 60

Foto di proprietà della Fam. Consiglio

L’ex fabbrica del ghiaccio oggi.

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Viale Ionio, la via che porta dalla spiaggia a Piazza Regina Margherita.

Cartolina anni 60, proprietà Iano Capodicasa

La Balata in una cartolina degli anni 60, proprietà Iano Capodicasa

Nel 1900  Vittorio Emanuele Orlando visitò la tonnara. Nella foto sono riconoscibili (da destra) il principe Corrado Nicolaci, il barone Nicolaci, Vittorio Emanuele Orlando, il commendatore Castellani , il delegato amministrativo Santoro Romano.

Foto del 1900, proprietà Iano Capodicasa

La tonnara per molti anni fu una delle  più importanti della Sicilia sud orientale.
Attività fruttifera quella della pesca che portò alla costruzione nel 1912 di un grande stabilimento destinato alla produzione di tonno salato e tonno sott’olio. Solo recentemente è stata recuperata l’area di rimessaggio delle barche  adesso trasformata in location per eventi.

Foto anni 80, proprietà Iano Capodicasa

Il rimessaggio in tonnara dello “scieri” , la tradizionale imbarcazione costruita dai “calafatari”.

Foto degli anni 60, proprietà della Fam. Consiglio

La tonnara, locale rimessaggio, nel 2001

Foto gennaio 2001, proprietà Anna Murè

La tonnara, locale rimessaggio oggi

Foto gennaio 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Un edificio che fa parte dello stabilimento della  tonnara in una foto della fine degli anni 80, proprietà Iano Capodicasa

 La festa della cuccagna in occasione dei festeggiamenti del Santo patrono. Ben visibile la Balata, la tonnara (prima del crollo di uno dei comignoli) e la “casa cappuccio”.

Tradizione antichissima che si rinnova ogni terzo lunedì del mese di Agosto in occasione della festa del Patrono, San Francesco di Paola, cui sono dedicate le due chiesette in piazza Regina Margherita. Un vero e proprio “palio del mare” si svolge contemporaneamente alla festa religiosa.

L’origine del culto di “San Francesco di Paola” a Marzamemi è imprecisata anche perchè non si sa con certezza se sia stato venerato o a cominciare dal 500 oppure dalla fine del 600, quando la popolazione di Marzamemi soffriva a causa dei postumi del grave terremoto del 1693. Comunque sia gli abitanti di Marzamemi da sempre si sono rivolti a questo “Santo” per far si che i loro cari, che di mestiere facevano i pescatori, venissero protetti quando andavano in mare con le loro barche ad espletare il loro faticoso e pericoloso lavoro; ma anche i pescatori si rivolgevano al “Santo Calabrese” affinchè il pescato potesse essere sempre buono affinchè loro potessero guadagnare più soldi per mandare avanti le loro famiglie.

Per queste motivazioni “San Francesco di Paola” è stato proclamato “Patrono di Marzamemi” e, quando “il Santo esaudiva le richieste”, era festa grande e pare del pescato andava (e va) donato in beneficenza in suo onore. Si decise poi di organizzare una grande festa che originariamente doveva essere festeggiata il 15 Agosto, ma per non dare contrasto alla “Festa dell’Assunta” della vicina Pachino, si decise che la festa in onore di “San Francesco di Paola” venisse festeggiata ogni anno il 17 Agosto

Bart Van Den Bossche, E c’è di mezzo il mare: lingua, letteratura e civiltà marina : atti del 14. Congresso dell’AIPI, Spalato, Croazia, 23-27 agosto 2000, Volume 1, Cesati, 2002

Cartolina del 1933, proprietà comune di Pachino.

Festeggiamenti per il santo patrono. La “gara marinara”, sullo sfondo la Balata

Foto anni 60, proprietà del Comune di Pachino

Il palo della cuccagna, sullo sfondo la Balata e la “fabbrica del ghiaccio”

Foto anni 70, proprietà del Comune di Pachino

La Balata oggi. Tutti i vecchi edifici sono adesso adibiti a bar/ristoranti

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Scorcio della Balata.

Foto gennaio 2001, proprietà Anna Murè

Scorcio della Balata.

Foto gennaio 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Sull’isola “Piccola” di Marzamemi si trova un villino color rosso bordeaux di proprietà della famiglia di Raffaele Brancati, medico chirurgo, nativo di Pachino ma trasferitosi a Catania dove, oltre ad esercitare la professione di medico, divenne un accademico all’Università degli Studi di Catania, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Nel villino soggiornò anche Vitaliano Brancati, cugino di Raffaele, scrittore e drammaturgo italiano di origini pachinesi. Per tale motivo l’isola è nota anche col nome di “isolotto Brancati”.

Fonte: Wikipedia

Mimmo Martinucci, Sognando le isole italiane. Guida per radioamatori. Vol. 3 – Tutte le isole della Sicilia, Albino, Sandit Libri, 2007

Cartolina del 1966, proprietà comune di Pachino

L’isolotto Brancati in una cartolina della fine degli anni 60 di proprietà del Comune di Pachino

L’isolotto Brancati oggi.

Foto 2016, proprietà Sebastiano Campisi.

Il Lido Spinazza, la spiaggia “Nord” di Marzamemi in una foto degli anni 60 di proprietà del comune di Pachino

Pescatori al lavoro, sullo sfondo la balata.

Foto anni 70, proprietà del Comune di Pachino

La costa in una immagine originariamente in bianco e nero ritoccata con colori ad acquerello. Ben visibile l’isolotto Brancati.

Foto primi anni 60, proprietà Iano Capodicasa

La costa in una immagine originariamente in bianco e nero ritoccata con colori ad acquerello. La conformazione del territorio appare oggi profondamente mutata a causa delle costruzioni eseguite negli anni 90.

Foto anni 60, proprietà Iano Capodicasa

La spiaggia in una cartolina degli anni 70, proprietà Fam. Consiglio

La spiaggia sud di Marzamemi, la cosidetta “Marinella”

Foto anni 60, proprietà Iano Capodicasa

La spiaggia Marinella in una foto dei primissimi anni 60. Ben visibile dietro lo stabilimento omonimo uno degli stagni, che oggi si presenta di dimensioni ridotte

Proprietà Iano Capodicasa

La spiaggia della Marinella. In primo piano lo stabilimento omonimo.

Foto di primi anni 60, proprietà Iano Capodicasa

La rotonda dello stabilimento Marinella

Foto di primi anni 60, proprietà Iano Capodicasa

Spiaggia Marinella, foto anni 60, proprietà Iano Capodicasa

L’omonimo stabilimento della spiaggia Marinella, cartolina anni 60, proprietà Iano Capodicasa

Piazza Regina Margherita in una foto aerea. Qui si affacciano le due chiese del borgo dedicate entrambe al santo patrono, San Francesco di Paola, il Palazzo di Villadorata e, tutt’attorno, le case dei pescatori, risalenti al 1600 e che furono ampliate dal principe nel momento in cui acquisì la proprietà del borgo a metà del ‘700.

Foto della fine degli anni 70, proprietà Comune di Pachino

I tetti delle abitazioni che si affacciano su Piazza Regina Margherita in una foto della fine degli anni ’60 di proprietà del Comune di Pachino

La chiesetta dedicata a San Francesco di Paola, visibile sullo sfondo, è stata

costruita nel 1752 per volontà del principe, contemporanemante al palazzo al quale è unita idealmente da un arco.  Tutta in pietra arenaria, è formata da una sola navata. L’altare centrale è crollato ma restano quelli minori sostenuti da piccole colonne con due nicchie sopra. La copertura è completamente crollata; resistono una parte del campanile e un arco.

Foto degli anni ’80, proprietà Lucio Selvaggio

La chiesetta dedicata a San Francesco di Paola. Oggi sconsacrata, resta uno degli scorci più suggestivi di Marzamemi

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Uno scorcio del palazzo del principe di Villadorata. Il balcone ad angolo era utilizzato dal principe per controllare le attività dei pescatori, che vivevano nelle casette che fanno da cornice a piazza Regina Margherita.

Foto anni 80, proprietà Lucio Selvaggio

Il Palazzo del Principe di Villadorata fu costruito nel 1752 dall’architetto Vermexio e si affaccia su Piazza Regina Margherita occupandone tutto il lato ovest. Fu costruito in pietra arenaria e il portone principale è in legno sormontato da un arco con al centro lo stemma della famiglia. Sulla parte sinistra si trovano un balcone e una porta mentre su quello destro due finestre con inferriate. La parte superiore della facciata ospita cinque canali di scarico per l’acqua piovana che hanno la forma di grosse mensole e terminano con visi umani.

L’edificio venne saccheggiato durante la seconda guerra mondiale. All’interno si possono ammirare un ampio cortile e un terrazzo dove furono costruiti dei sedili in pietra distrutti dal tempo. Oggi il piano terra (dopo parecchi anni di abbandono) è stato ristrutturato e ospita bassi commerciali.

Foto anni 80, proprietà Lucio Selvaggio.

Il palazzo del principe in una foto degli anni 80 di proprietà di Lucio Selvaggio.

Il palazzo del principe nel 2001.

Proprietà foto Anna Murè

Il palazzo del principe oggi. La piazza Regina Margherita nel 2007 ha subito un’importante riqualificazione: è stata installata, infatti,  una nuova illuminazione in tutta l’area e nei vicoli ed è stata rifatta l’intera pavimentazione del centro storico.

Foto del 2018, proprietà  Fabrizio Daquino

Il palazzo del principe di Villadorata  oggi.

Foto 2016, Anna Murè

Casetta di pescatori

Foto gennaio 2001, proprietà Anna Murè

Casetta di pescatori

Foto gennaio 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Le casette dei pescatori sono costituite da unico ambiente e dal tetto a capanna. Abbandonate per anni (dopo la cessazione della pesca dei tonni) di recente stanno vivendo una seconda vita. Ristrutturate al loro interno (mentre l’esterno è stato lasciato volutamente con un aspetto rustico) oggi vengono affittate come case vacanza.

Foto anni 80, proprietà Lucio Selvaggio

Casetta di pescatori, cortile arabo.

Foto gennaio 2001, proprietà Anna Murè

Casetta di pescatori, cortile arabo.

Foto gennaio 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Casetta di pescatori, cortile arabo

Foto gennaio 2001, proprietà Anna Murè

Casetta di pescatori, cortile arabo.

Foto gennaio 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Schiera di casette di pescatori

Foto gennaio 2001, proprietà Anna Murè

Schiera di casette di pescatori

Foto gennaio 2018, proprietà Fabrizio DAquino

La chiesa nuova dedicata a San Francesco di Paola in una immagine degli anni 70

Foto anni 70, proprietà Sebastiano Consiglio

La chiesa nuova dedicata a San Francesco di Paola in una foto recente

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Le casette dei pescatori in piazza Regina Margherita. Lasciate in stato di incuria per parecchi anni, da circa un decennio (grazie al recupero del borgo marinaro e alla sua nuova vocazione turistica) sono state ristrutturate e ospitano esercizi commerciali, bar ristoranti.

Foto degli anni 80, proprietà Lucio Selvaggio

La “rinascita” del borgo inizia progressivamente nei primi anni ’90 del secolo scorso, quando Marzamemi viene scelta come location per film. Il primo a scegliere l’antico borgo come set è stato il regista Gabriele Salvatores che in piazza Regina Margherita gira il film “Sud” nell’estate del 1992.

Foto da web. Il regista e Silvio Orlando in piazza Regina Margherita.

Le case dei pescatori di piazza Regina Margherita

Foto 2001, proprietà Anna Murè

Le case dei pescatori di piazza Regina Margherita

Foto 2001, proprietà Anna Murè

Le case dei pescatori di piazza Regina Margherita. Oggi l’intera piazza, ambita meta turistica, vive un periodo d’oro. Quasi tutti i vecchi edifici sono, infatti, stati ristrutturati e ospitano attività commerciali.

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Le casette dei pescatori in via Regina Elena.

Foto degli anni 80, proprietà Lucio Selvaggio

Le casette dei pescatori in via Regina Elena.

Cartolina degli anni 40, proprietà Lucio Selvaggio

Le casette dei pescatori in piazza Regina Margherita oggi.

Foto 2018, Anna Murè

Gli ambienti della tonnara costruiti in via regina Elena, a differenza dell’area rimessaggio e del palazzo del principe, non hanno subìto alcun tipo di restauro e al momento si trovano in stato di abbandono. L’intero corpo di fabbrica (3.670 mq) è in vendita.

Foto anni 80, proprietà Lucio Selvaggio

Originariamente vi erano due fumaiole  in mattoni rossi con comignolo in pietra bianca, parte funzionante del sottostante forno necessario per la cottura del tonno. Al momento ne rimane solo uno, seppur in precarie condizioni.

Foto anni 80, proprietà Lucio Selvaggio

L’immobile nel suo complesso si estende su una superficie per circa 3.670 mq di cui 2140 mq circa risulta coperta con edifici di pregevole lavorazione architettonica; gli edifici presentano aperture dirette verso la corte interna, mentre risultano ciechi dal lato ovest (lato porto) e con semplici aperture dal lato Via Regina Elena. Gli edifici esistenti sono stati realizzati con struttura muraria portante in conci di pietra bianca locale e con conci di pietra arenaria, legati tra loro con malta aerea a base di calce idraulica.

Le coperture di tutti i corpi sono con strutture lignee “spingenti” e sovrastante manto di coppi siciliani; le grondaie risultano assenti se non nella porzione di tetto riguardante il piccolo edificio posto all’ingresso lato porto. La copertura del corpo centrale alla corte, oltre alle manomissioni subite negli anni precedenti, presenta una copertura a due falde su struttura in travi di legno e un manto di chiusura realizzato con pannelli di cemento in fibra di eternit.

Foto anni 70, proprietà Lucio Selvaggio

La viuzza che dalla Balata conduce in piazza Regina Margherita. Tutti gli spazi, originariamente di proprietà del principe, sono stati recuperati recentemente e oggi ospitano esercizi commerciali.

Foto anni 80, proprietà Lucio Selvaggio

La viuzza che dalla Balata conduce in piazza Regina Margherita.

Foto anni 80, proprietà Antonella Salerno

La viuzza tra la Balata e piazza Regina Margherita oggi.

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

La viuzza tra la Balata e piazza Regina Margherita oggi.

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Piazzetta Giardinelli, alle spalle della Balata. Gli edifici che ospitavano gli stabilimenti di lavorazione del pesce chiusi e in rovina, dopo la cessazione dell’attività della tonnara.

Foto 2001, proprietà Anna Murè

Piazzetta Giardinelli oggi. Anche questa zona ha subito un profondo restyling.

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Piazzetta Giardinelli

Foto 2001, proprietà Anna Murè

Piazzetta Giardinelli

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Viale Ionio in uno scatto degli anni 60 di proprietà di Lucio Selvaggio

Viale Ionio dalla Balata in uno scatto degli anni 80, proprietà del Comune di Pachino

Viale Ionio dalla Balata, oggi.

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Viale Ionio dalla Balata, oggi.

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Viale Ionio dalla Balata, oggi.

Foto 2018, proprietà Fabrizio Daquino

Gli ultimi “scieri” custoditi all’interno della tonnara.

Foto 2016, foto da web