PIAZZE ED EDIFICI ROSOLINI 2021-03-23T12:20:24+00:00

L’impianto urbano di Rosolini è di impronta ottocentesca. Ben poco rimane del nucleo originario del centro, a causa dei rimaneggiamenti della seconda metà del secolo scorso.

Bibliografia: Maltese F., Memorie storiche sull’origine di Rosolini, in Atti e memorie della Società siciliana per la storia patria, anno XXVII, fasc. I-II, 1902, pp. 172-216.

Foto 1918, proprietà Forino Nicola, concessa da Sara Savarino

Piazza Masaniello, una delle più antiche di Rosolini, come si presentava fino agli anni 20 del secolo scorso. Era presente un abbeveratoio a cinque getti, ( “abbiviratoriu di San Cherchiri”) costruito  metà del ‘700. Dei fabbricati visibili in questa immagine, solo il palazzo a destra ( dove insiste lo storico “bar Taormina” oggi) è rimasto immutato.

Bibliografia: Savarino, G. e  Milceri Oddo G., Rosolini: un secolo di storia 1712 – 1812, Rosolini : Archeoclub, 1995

Foto inizi ‘900, proprietà Sara Savarino

Negli anni ’20 l’abbeveratoio settecentesco fu sostituito dall’attuale fontana del tritone, in cemento armato.

Bibliografia:

Foto anni ’20, proprietà Sara Savarino

La “nuova fontana del Tritone”

Foto anni ’20, proprietà Sara Savarino

La fontana del Tritone originariamente era circondata da palme nane e rinchiusa da una cancellata in ferro.

Bibliografia: Savarino, G. e  Milceri Oddo G., Rosolini: un secolo di storia 1712 – 1812, Rosolini : Archeoclub, 1995

Foto anni ’20, proprietà Sara Savarino

La fontana negli anni ’30

Bibliografia:

Cartolina 1933, proprietà Sara Savarino

Piazza Masaniello originariamente era dedicata al commendatore Sipione, figura di spicco della società rosolinese agli inizi del ‘900.

Cartolina anni 40, proprietà Nicola Forino, concessa da Sara Savarino

L’inferriata venne, dopo poco tempo, smantellata e il materiale riutilizzato per altri scopi.

Cartolina anni 50, proprietà Sara Savarino

In questa immagine la piazza è ricordata come “Piazza Principe Umberto”, secondo la denominazione che le venne imposta durante il Ventennio.

Cartolina anni 50, proprietà Sara Savarino

La fontana circondata dai ficus e dalle palme negli anni ’70

Cartolina 1977, proprietà Sara Savarino

La fontana negli anni ’80

Cartolina anni 80, proprietà Sara Savarino

La fontana come si presenta oggi.

Foto 2016, Anna Murè

Un altro abbeveratoio storico del comune si trovava in via Eloro.  Anticamente questo spazio serviva per dissetare gli animali che andavano al pascolo. Si presentava come una grande vasca a più getti.

Foto anni 40, proprietà Sara Savarino

L’ Abbeveratoio di via Eloro è oggi considerato uno dei monumenti storici più importanti della città. Di recente è stato restaurato. La struttura presenta ancora  decorazioni in stile barocco e oggi funge da vera e propria fontana.

Foto 2016, Anna Murè

Sullo sfondo via Gubernale, in primo piano il piccolo Luigi Spatola.

L’immagine fu scattata da un soldato nel 1943. Foto concessa gentilmente dall’erede del Dott. Spatola, la figlia Belinda Spatola

Piazza Europa. Il famoso cinema “Odeon”, costruito da Spatola e Aprile, in un’immagine degli anni ’70

Foto anni ’70, proprietà Sara Savarino

Casa Spatola Aprile, per gentile concessione di Belinda Spatola

Piazza Europa. Alla fine degli anni ’70 si iniziò a scavare nell’area antistante il cinema allo scopo di realizzare una pompa di benzina (lavori che non furono mai completati).

Foto anni ’70, proprietà Sara Savarino

Piazza Europa oggi, con la struttura in mattoni e cemento al centro dell’area.

Foto 2016, Anna Murè

Altra famosa sala storica rosolinese, situata in piazza Garibaldi, era il “cinema Impero” così denominato durante il Ventennio (nello stesso periodo anche piazza Masaniello fu ribattezzata “piazza dell’Impero”). Successivamente fu chiamato “cinema Aurora” .

Foto anni ’30, proprietà Sara Savarino

La sala, dietro alla folla in piazza Garibaldi, con la nuova denominazione di “cinema Aurora”.

Foto anni ’50, proprietà Sara Savarino

 Piazza Garibaldi, in una delle immagini più antiche esistenti. La foto risale ai primi del ‘900. La piazza fu progettata originariamente dall’arch. Giambattista Pennavaria nel 1873 e successivamente modificata nel 1880 con progetto dell’arch. Luigi Gugliotta e del geom. Carmelo Leggio.

Foto primo decennio del ‘900, proprietà Sara Savarino

 Piazza Garibaldi, è da sempre considerata  il “salotto buono” della cittadina. Su questa piazza insistono la chiesa Madre e il palazzo Cartia, ora sede del municipio, oltre ad alcuni edifici gentilizi ottocenteschi. Nel 1917, anno di datazione di questa immagine, è possibile riconoscere sul fianco dell’edificio sacro “u sittaturi da funtana”, ovvero la base di una fontana che fu donata dalla Principessa Branciforti regalo’ alla Citta’di Rosolini dopo le battaglie  di Adua e Amba Alagi. La fonte nei primi anni del 1900 fu smontata per  problemi di condutture. Mancano, inoltre, le statue dei Santi Pietro e Paolo che furono posizionate dopo gli anni ’20

Bibliografia: Savarino, G. e  Milceri Oddo G., Rosolini: un secolo di storia 1712 – 1812, Rosolini : Archeoclub, 1995

Foto 1917, proprietà Sara Savarino

La chiesa, denominata Chiesa di San Giuseppe, è un edificio neoclassico del XVIII secolo, realizzato in pietra calcare bianca dai toni rosati. L’edificio sacro pare sia stato progettato da un allievo dell’architetto siracusano Pompeo Picherale, per incarico del feudatario fondatore di Rosolini Don Francesco Moncada e Cirino, principe di Lardaria e Rosolini, ma durante la costruzione, fu snaturato e modificato dai vari ingegneri. La grandiosa chiesa fu ultimata nel 1840 dopo vari decenni di lavoro, ad eccezione della cappella del Sacramento e delle statue degli apostoli Pietro e Paolo. Divenne matrice nel 1833 in seguito al trasferimento della parrocchia della chiesa del Crocifisso, che era stata istituita nel 1811. Il prospetto si compone di elementi architettonici ispirati all’arte greca, romana, rinascimentale e barocca nel rispetto della nuova disciplina e compostezza formale del Neoclassico.

Bibliografia:

La chiesa Madre in un’immagine degli anni ’30. Sulla piazza erano stati installati lampioni in ferro battuto per l’illuminazione.

Foto anni ’30, proprietà Sara Savarino

La chiesa Madre in un’immagine degli anni ’50. Si nota sulla destra anche uno scorcio del palco della musica.

Foto anni ’50, proprietà Sara Savarino

La piazza negli anni ’60. Sulla destra il palco della musica. Questa struttura, con base in cemento e sedute in ferro, era utilizzata durante gli eventi religiosi e ospitava le esibizioni della banda del Comune.

Foto 1962, proprietà Sara Savarino

Il palco della musica oggi: la struttura in ferro battuto, per problemi di manutenzione, fu smontata negli anni ’80.

Foto 2016, Anna Murè

Il Palazzo Santacroce, detto anche Palazzo dell’orologio, uno dei simboli indiscussi del Comune. L’edificio, di origine settecentesca, presenta stilemi del pieno stile Liberty, a causa del pesante restauro effettuato agli inizi del ‘900.

Foto anni ’50, proprietà Sara Savarino

Il Palazzo Santacroce

Foto anni ’50, proprietà Sara Savarino

Il Palazzo Santacroce

Cartolina anni ’50, proprietà Sara Savarino

L’antica chiesa del SS Crocifisso. Il prospetto come si presentava fino al 1929, anno in cui venne demolito perchè considerato obsoleto rispetto all’assetto urbano cittadino di allora.

Foto inizi ‘900, Sara Savarino

Il cantiere per la ricostruzione della chiesa del SS Crocifisso. Il progetto, a cura dell’Ing. Corrado Terranova, era in stile gotico – moresco.

Foto 1935, Sara Savarino

La chiesa del SS Crocifisso poco dopo la consegna dei lavori. La facciata della nuova chiesa è somigliante ad una chiesa gotica medievale per le due torri campanarie. L’unico grande portale risulta formato da una sontuosa arcata sfaccettata. Sopra di esso vi è la finestra centrale sormontata da un’altra splendida arcata “a fiore” di forma semicircolare.

Foto anni ’40, Sara Savarino

La chiesa del SS Crocifisso.

Cartolina primi anni ’60, proprietà  Sara Savarino

La chiesa del SS Crocifisso negli anni ’70.

Foto anni ’70, proprietà Sara Savarino

La chiesa del SS Crocifisso oggi. Nella piazzetta antistante oggi insiste una piccola fontana in cemento armato con una statuina della Vergine

Foto 2016, Anna Murè

La villetta comunale “Cultrera” come si presentava negli anni ’60

Cartolina 1965, proprietà Consiglio

Prima dei profondi lavori di ristrutturazione, la villetta aveva con una fitta vegetazione a “gradoni”

Cartolina 1968, proprietà Sara Savarino

La villa “Marina”. All’interno vi era una nicchia con una statuetta della Vergine. Dopo la ristrutturazione, la stessa è stata rimossa.

Cartolina 1968, proprietà Sara Savarino

La villa “Marina”.  Uno dei luoghi di ritrovo dei rosolinesi soprattutto nei caldi mesi estivi. Venivano organizzate serate e feste da ballo e banchetti di nozze

Foto 1965, proprietà Pietro Gennaro

La posa della prima pietra dell’oratorio San Domenico Savio.

Foto anni 40, proprietà privata, concessa da Sara Savarino

Le scuole “Bellini” durante i lavori di costruzione.

Foto anni 30, proprietà privata, concessa da Sara Savarino

Le scuole “Bellini” durante i lavori di costruzione. Volute dal podestà Arangio, costruite tra il 1929 e il 1935 , furono il primo vero edificio scolastico del Comune. Operai in un momento di pausa

Foto anni 30, proprietà privata, concessa da Sara Savarino

Le scuole “Bellini” a lavori ultimati. Sorgevano su un’area allora libera da altre costruzioni attorno

Foto anni 30, proprietà privata, concessa da Sara Savarino

Le scuole di via Bellini. In bella mostra diverse effigi del Duce da correlare, probabilmente, alla visita di Mussolini a Rosolini nell’agosto del 1937. In quell’occasione, fu conferita al Duce la cittadinanza onoraria.

(Ricerca storica a cura del Dott. Salvatore Spadaro)

Foto anni30, proprietà Sara Savarino

L’area in via Rapisardi dove adesso insiste il plesso scolastico “De Cillis” , di fronte alla scuola “Bellini”, ben visibile nell’immagine precedente

Foto anni 40, proprietà privata, concessa da Sara Savarino

L’orfanotrofio “Giuseppina Leggio Sipione”, costruito per volere della famiglia Sipione

Cartolina anni 40, proprietà  Sara Savarino

L’orfanotrofio “Giuseppina Leggio Sipione” ha cambiato negli anni destinazione d’uso diventando “istituto Sant’Anna”, ovvero  un asilo.

Cartolina anni 40, proprietà  Sara Savarino

L’asilo “Sacro Cuore”, ingresso

Foto anni 60, proprietà Sara Savarino

L’asilo “Sacro Cuore”, cortile

Foto anni 60, proprietà Sara Savarino

Edificio scolastico, costruito nel 1957,  sito in via Tobruk. Vi era una sezione elementare ed una di avviamento professionale. Oggi ospita il comando dei VV UU

Cartolina 1960, proprietà Sara Savarino

Altro edificio scolastico, in via Sipione. Il plesso ha ospitato precedentemente anche un carcere.

Foto anni 60, proprietà Sara Savarino

I Platamone, Principi di Rosolini edificarono il Castello a partire dal 1485 che divenne il fulcro del borgo feudale dal 1712. Di tutto il palazzo, “U castieddu”, rimane solo l’ampio cortile, il portale d’ingresso con la torretta campanaria (restaurata) e qualche muro diroccato. Nel cortile interno, sotto il costone roccioso, si trova  una  basilica ipogeica bizantina del IV- V sec. d. C.

Foto anni 60, proprietà Sara Savarino

Oggi il castello, totalmente stravolto da lavori di ristrutturazione succedutisi in più riprese dal secondo Dopoguerra, ospita un’attività commerciale

La nicchia campanaria del castello.

Foto anni 60, proprietà Sara Savarino

La famiglia Platamone assieme a parenti sudamericani in visita al castello

Foto anni 60, proprietà Sara Savarino

Interno della basilica ipogea del castello

Foto 2015, tratta dalla pagina facebook “Le bellezze della Sicilia Sud orientale”